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mercoledì 25 settembre 2013

NEL MIO MONDO





Un angelo senz'ali con il suo toscano in bocca no non s'incontra per caso perche' e' lui che ti fa la posta vuole parlare ...non puo' aspettare ...mi dice "amore entra e stacci bene nel mio mondo!"

Stiamo girando fino a farci male un desiderio forte da impazzire io non capisco piu' nessun segnale cosi' stordito non mi voglio abituare

Un angelo di carne comunista nel dolore che se lo fanno santo io mi dovro' prendere i voti ...perche' nel fango ...non c'e' piu' inganno mi dice "amore entra e stacci bene nel mio mondo! Entra e stacci bene nel mio mondo!"

Stiamo girando fino a farci male un desiderio forte da impazzire io cerco sempre qualche buon segnale cosi' stordito non mi voglio abituare... Abituare...

Stiamo girando fino a farci male un desiderio forte da impazzire io non capisco piu' nessun dolore cosi' stordito non mi voglio abituare...

Stiamo girando fino a farci male un desiderio forte da impazzire io cerco sempre qualche buon segnale entra e stacci bene in questo mondo!

USCITE DA CASA...





Ha ragione lui...uscite da casa!



Ho visto questo video bellissimo e mi sono riconciliata con la mia vecchia magnolia grandiflora. Sono uscita da casa per salutarla con gioia ma le ho raccomandato di essere un po' meno prolifera! Infatti, la nostra è una lotta continua che dura da più di vent'anni. E' un albero magnifico, imponente, alto più di 20 mt, rigoglioso e riconoscibile da lontano. Adoro il suo tronco invecchiato con la corteccia grigia che si spacca in  piccole lamine!  Il problema nasce dalla sua grande voglia di rinnovarsi...dovrebbe mettersi più tranquilla! Fra foglie, frutti e fiori ci inonda e seppellisce il giardino e il vialetto d'ingresso. E' come un bambino che richiede continue attenzioni...
Come al solito mi sono lasciata trascinare e sono uscita dal seminato!
Bye!
Carlè

martedì 24 settembre 2013

UN ASINO PER UN SORRISO!


E' proprio il caso di dire che l' asinello è l' amico dell'uomo! 

Non corre mai l'asino, tira sempre il carretto, si contenta di poco, è servizievole e collaboratore.  Inoltre, sembrerebbe finito il tempo delle bastonate; infatti, ora, ci sono delle piccole mani che gli accarezzano la pancia e... scusate se è poco! Hurrà! Evviva!
C'è forse speranza per gli ultimi?




domenica 22 settembre 2013

IMPIEGATO DELLA CHIESA?





''Io vi dico coraggio, ma non voglio che questa sia una parola vuota detta con un sorriso. Non voglio fare l'impiegato della chiesa che dice parole vuote. Voglio che questo venga da dentro, ve lo dico come pastore e come uomo!. 

La mancanza di lavoro porta alla mancanza di dignità. Non lasciatevi rubare la speranza, non lasciatevi rubare la speranza!.   

Conosco bene questo,  ma devo dirvi coraggio, ma anche sono cosciente che devo fare tutto del mio perché questa parola 'coraggio' non sia una bella parola di passaggio, non sia soltanto un sorriso di impiegato cordiale, un impiegato della chiesa che viene e vi dice 'coraggio', no questo non lo voglio, vorrei che questo coraggio venga da dentro e vi spinga a fare di tutto, devo farlo come pastore, come uomo: dobbiamo affrontare con solidarietà tra voi, anche tra noi, tutti con solidarietà e intelligenza questa sfida storica''.

 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/09/22/Papa-Cagliari-disabili-lavoratori_9339440.html


Hai sentito mai un politico del nostro tempo autodefinirsi impiegato dello stato? Hai visto mai un imprenditore affrontare la sfida della solidarietà e preoccuparsi del futuro delle giovani generazioni? 
La speranza è che Papa Francesco sia ascoltato da almeno uno di questi predatori di dignità! Io ci credo!!!
Carlè 




CREDO, CREDO, CREDO IN QUESTA UMANITA'!








venerdì 20 settembre 2013

PAPAGALLO


Una volta Moni in camerino giurò: "Gallo, se diventi papa io mi converto al cattolicesimo". Replicai: "Alt Moni, non succederà perché ho ricevuto una profezia nel lontano 1949".
Ero uscito dal noviziato dei Salesiani, a Santa Maria Ausiliatrice, e mi ero messo sotto i portici ad ascoltare i racconti di un prete allievo di Don Bosco, una vera reliqua col tricorno, la mantella, i capelli bianchi. In questi casi, alla fine, noi chierici dovevamo passare a baciargli la mano.
Al mio turno chiese: "Come ti chiami?".
"Chierico Gallo."
"Non sarai mai pontefice."
"Perché?"
"Perché Papagallo sarebbe disdicevole per la Chiesa."
E infatti, io, reverendo sino alla fine del mondo.

Don Andrea Gallo - Così in terra, come in cielo - pag.20




giovedì 19 settembre 2013

MERAVIGLIOSI TESTIMONI!









Sporcatevi le mani...col colore dei bambini delle fate.

Andrea sei un  m e r a v i g l i o s o testimone. Avanti tutta e batti il 5!




martedì 17 settembre 2013

MITICA, FAVOLOSA, LEGGENDARIA, EPICA...


Sto solo parlando di una canzone intramontabile che dona tanta allegria e mantiene vivi i ricordi...

"Ci son due coccodrilli
ed un orangotango
due piccoli serpenti, un'aquila reale
il gatto, il topo, l'elefante
non manca più nessuno:
solo non si vedono i due liocorni
"



ORSO IN PIEDI


L'indiano e le altre creature
che erano nate qui e che qui vivevano,
avevano una madre comune: la terra.
Egli era imparentato con tutto ciò che vive
e riconosceva a tutte le creature
gli stessi diritti come a se stesso.
Quanto era legato alla terra,
egli l'amava e l'ammirava.

Orso in Piedi




sabato 14 settembre 2013

LA BELLEZZA DI UN CONTINENTE






E VAI


Avanzi
maestosa,
più che regina,
e nei tuoi occhi
riflessa sta
una forza
a te solo conosciuta.

E vai,
macinando miglia
ingoiando polvere
caricando pesi
coltivando sogni.

E vai
con passo fermo,
segnando tappe
per capitoli nuovi
di un libro antico.

E continui
ad andare,
instancabile
venditrice
di speranza.
Non importa
se la pioggia
inzuppa le tue ossa,
se il sole
brucia l’anima tua
se la polvere
impasta il sudore.
Nei tuoi occhi gentili
riflessa sta
una meta
a te solo conosciuta.

E vai
incontro alla notte.
Ad attenderti
le stelle,
impazienti di danzare
al ritmo dolce
del tuo cuore.

Poi
prima che spunti il sole,
riprendi il cammino
anticipando l’alba
generando aurore
inventando futuro.
E l’Africa tutta
vedendoti avanzare
all’orizzonte,
maestosa,
più che regina,
rinnova,
la fede
nel Dio della Vita.

E vai
carica
di sogni e popoli,
riflessi
nei tuoi occhi dolci
di Madre d’Africa
e ostinata custode
dell’umanità.

                                                                               Elisa Kidanè


venerdì 13 settembre 2013

L'IMPERFEZIONE

Pensando all'imperfezione con cui ho dovuto fare i conti diverse volte, alle mie notti insonni, ai miei sensi di colpa ho avuto a fortuna di leggere alcuni scritti e vedere alcuni filmati.
Non è per darmi delle scusanti, eh!
Carlè





"L'imperfezione, ha da sempre consentito continue mutazioni di quel meraviglioso e quanto mai imperfetto meccanismo che è il cervello dell'uomo. Ritengo che l'imperfezione sia più consona alla natura umana che non la perfezione."

Rita Levi Montalcini - Elogio dell'imperfezione. 



" I Guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.
Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza  bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente.
Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.
Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato.
Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano  una ragione: e certamente la troveranno."

Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce.




Renato Zero.


Padre e figlio. 

Perfezione o imperfezione? Chi stabilisce il confine?
 



 












PER SOGNARE - LE VENT, LE CRI -




giovedì 12 settembre 2013

MI MANCA L'ARIA




Dagli schermi di casa un signore raffinato
e una rossa decisa con il gomito appoggiato
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando
con interviste e filmati ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.

E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato, uno stupro e se va bene una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero
che chiamano giornali.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria...

Ed ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti "sembrerebbe", "si vocifera", "si dice"
con titoli ad effetto che coinvolgono la gente
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca
l'aria,
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria.

Lasciateci aprire le finestre,
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l'insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.

In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un'idea tra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria...

E c'è un gusto morboso del mestiere d'informare,
uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come film gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di questi avidi sciacalli.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
che manca l'aria.
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
che manca l'aria.

Lasciate almeno l'ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l'informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione.

Inviati speciali testimoniano gli eventi
con audaci primi piani, inquadrature emozionanti
di persone disperate che stanno per impazzire,
di bambini denutriti così ben fotografati
messi in posa per morire.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria...

Sarà una coincidenza oppure opportunismo
intervenire se conviene forse una regola del giornalismo
e quando hanno scoperto i politici corrotti
che gran polverone, lo sapevate da sempre
ma siete stati belli zitti.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca
l'aria,
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria.

Lasciateci il gusto dell'assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.

Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere
per una lavastoviglie.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria...

E guardando i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.

C'è un'aria, un'aria, ma un'aria...
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria...
C'è un'aria, un'aria, ma un'aria
che manca, che manca, che manca
l'aria. 




mercoledì 11 settembre 2013

LE STORIE DEGLI ALTRI








Le storie degli altri ci insegnano la nostra
La vita è una domanda
La fuga è una risposta

Tra giorni di vuoto difficili da colmare
E giorni di piena carichi da sprofondare
Ma le storie si sa sono i nostri sogni
E i nostri sogni si sa sono la nostra vita
C'è qualcosa di me che non ti so rispondere
C'è qualcosa di me che ti parla d'amore
Non c'è distanza, non c'è assenza
Soltanto voglia di ritorno
Come di luce dentro ad un giorno
Come di luce dentro un giorno
E ti vorrei raccontare del doloroso crescere
Dall'altra parte del mondo
Che come sai porta lacrime
Ma ci spinge ad andare
Ci spinge a cercare
Ci spinge a provare e ritornare a sognare
Perché i sogni si sa, sono la nostra vita
E non c'è niente di me
Che ti vorrei nascondere
Ma tutto proprio tutto
Vorrei ti parlasse d'amore
Che riempie il buio di una partenza
Non c'è distanza
Non c'è assenza
Soltanto voglia di ritorno
Come di luce dentro ad un giorno 



Si raccontano e si ascoltano le storie, sia quando si è felici ma soprattutto quando non lo si è.  A volte si fugge forse senza neppure un perchè ma esse ti inseguono e ti si appiccicano. Una parte di te sarà compromessa  e ti spingerà a cercare, a inseguire un ricordo, qualcosa, proprio come di luce dentro un giorno.
 Carlè

martedì 10 settembre 2013

lunedì 9 settembre 2013

ANNALISA




"Vorrei dare energia, motivare le persone che vengono ad ascoltarmi, vorrei essere per loro una sorta di mental coach, una persona che sale sul palco e convince la gente che tutto è ancora possibile, che non ci sono sogni che non si possono realizzare, nonostante gli anni. Che il tempo non è una minaccia, ma un dono e per questo non lo devi sprecare".

Annalisa Minetti  
da un'intervista sul Messaggero di sant'Antonio - settembre 2013





domenica 8 settembre 2013

NADIE TE AMA COMO YO



Dopo la veglia di preghiera di Papa Francesco, dopo aver visto i venti minuti di adorazione eucaristica che si sono svolti in un silenzio surreale, dopo la benedizione mostrando l'ostensorio, ho invidiato chi possiede  questo grande dono della fede.Vorrei anch'io poter dire: "Nadie te ama come yo" insieme al mondo, con la gioia di Martin Valverde.
Buona domenica.
Carlè


giovedì 5 settembre 2013

SCACCIAPENSIERI


Oggi vorrei scacciare ogni negatività e regalo questo pensiero al vento per portarlo in ogni luogo.




 

mercoledì 4 settembre 2013

NINABELLA


 Per sempre e comunque, grazie.

"...Per Ninabella, però, la più grande delusione era il padre, che non si esprimeva chiaramente. Che al massimo le diceva: "Non ho detto di no, aspettiamo che superi la quinta e poi vediamo".
Lei  aspettava con le lacrime agli occhi. Che doveva fare? Con la madre e la nonna riusciva a litigare in maniera feroce, le chiamava arretrate, cattive, persino ciòte, buscando qualche schiaffettone sul muso, e in fondo le commiserava. Con il padre invece non riusciva ad aprire bocca, aveva paura di ferirlo, però non capiva la sua incertezza.
Quando arrivò il momento di iscriversi agli esami di ammissione, Arturo le regalò una grande tavolozza con i colori a tempera, pennelli di forme diverse, metri di tela arrotolata e un cavalletto. "Tutta roba da veri pittori" disse. "L'ho presa per te a Crotone." Ninabella lo abbracciò grata e contenta. Mai e poi mai immaginava che il padre sarebbe stato capace della frase successiva: "Mo' hai quello che ti serve per la pittora. Ci hai talento, lascia perdere la scuola, non ti serve a niente, per una femmina è una perdita di tempo e di denaro. E un giorno, quando avrai una bella famiglia, mi ringrazierai".
Ninabella si staccò dal padre come una naufraga priva di forze da uno scoglio. Evitò di aggrapparsi alla madre e alla nonna che la guardavano con un sorriso di vittoria sulle labbra e abbracciò il fratello prima di affogare in un mare di lacrime.
All'inizio Michelangelo rimase imbarazzato, muto. Poi..."

La collina del vento di Carmine Abate.

Una sagra imperdibile raccontata da un affabulatore, capace di dipingere personaggi autentici, genuini rispettosi del passato e della terra in cui ripongono le radici.

Carlè



lunedì 2 settembre 2013

DICASI DI QUELLA FACCINA ROTONDA...

continua giro abbazie...





 

"D'azzurro, al sole d'oro,
non figurato, con otto raggi

ondeggianti, alternati da sedici raggi acuti,

due a due, esso sole caricato a destra dalla falce

di luna, di argento, con i corni riuniti nel punto

in corrispondenza della base

del raggio ondeggiante posto

in sbarra a sinistra: il tutto sotto il capo d'argento,

caricato dalla croce di rosso".

 

L'Abbazia di Mirasole




"Ispira immediata simpatia quella faccina rotonda che fa capolino da alcuni bei capitelli nel chiostro: un sole dall'espressione ora bonaria, ora malinconica, abbracciato da una falce di luna e contornato da raggi affilati come lame o morbidi come riccioli. È un po' il simbolo dell'abbazia di Mirasole, che sorge solitaria e splendida nel cuore della Bassa milanese, fuori Porta Vigentina, ma già nel comune di Opera. Un simbolo che oggi è stato ripreso anche nello stemma della Provincia di Milano. Il nome stesso, “Mirasole”, per l'appunto, le derivò probabilmente dall'orientamento della fronte della chiesa abbaziale, che è volta a mezzogiorno: cosa non comune per i canoni dell'architettura sacra medievale, ma in linea con altre simili scelte operate nel territorio ambrosiano dall'ordine religioso degli Umiliati. Furono infatti proprio costoro, nella prima metà del XIII secolo, a stabilirsi in quest'area, lasciandoci un perfetto esempio di quelle “grange” dove fede e preghiera si sposavano alle esigenze di un'economia agricola a carattere intensivo.
Per la sua struttura a quadrilatero, dominata da una torre che un tempo era fornita perfino di ponte levatoio e circondata in antico da un fossato, l'abbazia di Mirasole si presenta come l'ultima “fattoria fortezza” rimasta in terra lombarda. Due erano gli ingressi, uno dalla città, l'altro dai campi, che immettevano nella spaziosa corte agricola, sulla quale, per secoli, si sono affacciate le stalle, le abitazioni dei contadini e, a settentrione, gli ambienti adibiti all'industria della lana. Attorno al chiostro, che nella forma attuale risale agli inizi del XV secolo, trovavano posto inoltre i locali un tempo destinati a refettorio, cucina, sala capitolare e sacrestia, mentre il dormitorio e il granaio erano al piano superiore..."

di  Luca Frigerio - http://www.incrocinews.it/