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lunedì 2 settembre 2013

DICASI DI QUELLA FACCINA ROTONDA...

continua giro abbazie...





 

"D'azzurro, al sole d'oro,
non figurato, con otto raggi

ondeggianti, alternati da sedici raggi acuti,

due a due, esso sole caricato a destra dalla falce

di luna, di argento, con i corni riuniti nel punto

in corrispondenza della base

del raggio ondeggiante posto

in sbarra a sinistra: il tutto sotto il capo d'argento,

caricato dalla croce di rosso".

 

L'Abbazia di Mirasole




"Ispira immediata simpatia quella faccina rotonda che fa capolino da alcuni bei capitelli nel chiostro: un sole dall'espressione ora bonaria, ora malinconica, abbracciato da una falce di luna e contornato da raggi affilati come lame o morbidi come riccioli. È un po' il simbolo dell'abbazia di Mirasole, che sorge solitaria e splendida nel cuore della Bassa milanese, fuori Porta Vigentina, ma già nel comune di Opera. Un simbolo che oggi è stato ripreso anche nello stemma della Provincia di Milano. Il nome stesso, “Mirasole”, per l'appunto, le derivò probabilmente dall'orientamento della fronte della chiesa abbaziale, che è volta a mezzogiorno: cosa non comune per i canoni dell'architettura sacra medievale, ma in linea con altre simili scelte operate nel territorio ambrosiano dall'ordine religioso degli Umiliati. Furono infatti proprio costoro, nella prima metà del XIII secolo, a stabilirsi in quest'area, lasciandoci un perfetto esempio di quelle “grange” dove fede e preghiera si sposavano alle esigenze di un'economia agricola a carattere intensivo.
Per la sua struttura a quadrilatero, dominata da una torre che un tempo era fornita perfino di ponte levatoio e circondata in antico da un fossato, l'abbazia di Mirasole si presenta come l'ultima “fattoria fortezza” rimasta in terra lombarda. Due erano gli ingressi, uno dalla città, l'altro dai campi, che immettevano nella spaziosa corte agricola, sulla quale, per secoli, si sono affacciate le stalle, le abitazioni dei contadini e, a settentrione, gli ambienti adibiti all'industria della lana. Attorno al chiostro, che nella forma attuale risale agli inizi del XV secolo, trovavano posto inoltre i locali un tempo destinati a refettorio, cucina, sala capitolare e sacrestia, mentre il dormitorio e il granaio erano al piano superiore..."

di  Luca Frigerio - http://www.incrocinews.it/ 









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