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martedì 25 giugno 2013

GESUINA



Chissà cosa hai pensato, vedendoci arrivare, quel giorno di due anni fa! Carichi di valigie, borse, zainetti, accaldati, scapigliati, pallidi, smarriti e impacciati (come sempre ci capita quando arriviamo, per la prima volta, in un luogo). Eravamo desiderosi di riporre in tutta fretta le nostre “cianfrusaglie” dopo tanta calura e afa cittadina, e prenderci qualche settimana di riposo buttando a mare tutto.  Con noi c’era il mio vecchio adorato padre…per lui è uno sforzo solo fare dei passettini, figuriamoci camminare dopo essere stato immobile per ore in auto! Un gran bel trio!

Tu eri lì, come se ci aspettassi da sempre. Seduta vicino all’ingresso principale, con tuo marito immancabilmente accanto,  coi tuoi bellissimi capelli grigi, pettinati perfettamente, i grandi mobili e vivaci occhi scuri, vestita in modo impeccabile, con calze e sandali. Ecco cosa mi ha colpito! Calze e sandali?  Tutti giravano in  canottiera, pantaloncini, copricostume…

Da tutta la tua persona emanava una pulizia, una freschezza e un ordine che quasi stonava con lo stereotipo della località di mare.

Al nostro passaggio ci hai dato il benvenuto chiedendoci con discrezione se eravamo dei novellini, ed io, sempre un pochino preoccupata per tutto, ho tirato un respiro di sollievo per una  accoglienza del genere da parte di una sconosciuta. Un gran bel inizio e, per giunta, mi  avevi già gettato un sortilegio con  tuoi occhioni dolci pieni di interesse!

Sei diventata un punto fermo per me, che bello scambiare due chiacchiere di primo mattino a colazione, poi al caffè di mezzodì nonché alle confidenze pomeridiane o serali.

Ho conosciuto una donna coraggiosa, hai saputo lottare con un dolore che ti ha portato notevoli carenze fisiche, tanto da doverti appoggiare a tuo marito per mille necessità. Nonostante i diversi interventi non hai mai smesso di lavorare, anche da seduta,  hai sempre aiutato i figli e i nipoti, sei diventata bisnonna (che orgoglio nel mostrare la foto della tua pronipote), sei stata sempre accanto a tuo marito anche nell’orto (ma ti portava in braccio?) hai  pulito e cucinato deliziosi manicaretti coi prodotti della tua terra che con orgoglio distribuivi alla tua famiglia.

Ho conosciuto un’anima sensibile e bella, che ha saputo raccogliere intorno a sé tante persone, non per nulla il tuo tavolo era il più affollato. Si doveva aspettare il proprio turno per salutarti… Hai il raro dono di saperti raccontare senza alcuna ipocrisia e, nel tuo darti, raccogli mettendo in circolazione bontà, simpatia, sincerità a ruota libera.

Mi hai telefonato due mesi fa perché non mi avevi vista ad un raduno ed eri preoccupata. Mi hai detto che stavi bene e ti sei informata sulla mia salute e sul matrimonio di mia figlia. Ti ho promesso di farmi sentire e…lo faccio qui, ora, adesso, subito, dopo che qualcuno mi ha informata della tua improvvisa partenza.

Non potrò sentire più la tua voce, non ti potrò vedere, toccare, abbracciare ma tu sai che non ti dimenticherò. Mai!
Ciao Gesuina. 

Carlè 






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